Idrosfera… punto zero

Viviamo in un epoca punto zero. La grande rivoluzione tecnologica si esprime concretamente così, con avanzamenti che in pochi anni passano da 1.0 a 4.0, che è l’ultima frontiera tecnologica che sta cambiando tutti i processi di produzione industriale.
ISME fa ricerca e gestisce progetti che trasferiscono gli avanzamenti tecnologici terrestri in tecnologie per le acque. L’Intelligenza Artificiale o Internet of Things, per esempio, sono grandi aree di innovazione che possono avere una loro
declinazione marina.

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Per operare sotto il mare ci guida lo spazio

Operare nel “pianeta acqua” richiede di far fronte a sfide estremamente complesse. La robotica subacquea di intervento mette a punto conoscenza e tecnologia per compiere operazioni su impianti sotto il mare, come i “Christmas Trees”, le strutture subacquee per il trasporto di gas e petrolio.  Operazioni che sulla terra sono già altamente automatizzate, se trasportate nell’ambiente marino richiedono anni di studio e lavoro per essere portate avanti da robot. Il progetto europeo DexROV ha affrontato il problema mettendo a punto un sistema che connette  i satelliti nello spazio con veicoli sul fondo del mare  dotati di un sistema braccio-manipolatore.   […]

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Industria 4.0 sotto il mare

  La nuova rivoluzione industriale arriva anche nel “pianeta acqua”. Automatizzare azioni di intervento e manutenzione in impianti subacquei è oggi possibile per singoli robot. Nel prossimo futuro gruppi di veicoli subacquei lavoreranno insieme, collaborando anche con l’uomo, proprio come succede sulla Terra.   Mentre per gli abitanti del pianeta Terra è in corso la quarta rivoluzione industriale , si studia un modo di applicare gli stessi principi del “4.0” anche nelle tecnologie marine. Robot singoli o cooperanti, in grado anche di interagire con gli esseri umani lavorando assieme a loro, saranno nel prossimo futuro componenti essenziali della Fabbrica del […]

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Una rete subacquea al servizio degli archeologi

Il progetto ARCHEOSUb si occupa di progettare dispositivi e veicoli al servizio degli archeologi che studiano siti sul fondo del mare, un “pianeta” difficile da esplorare e che ancora custodisce innumerevoli reperti. La ricerca è affidata ai nodi ISME dell’Università di Roma La Sapienza e dell’Università di Firenze con le rispettive spinoff WSense, che coordina il progetto, e MDM Team.   L’archeologia subacquea è una disciplina relativamente giovane, ma che ha permesso, negli ultimi anni, scoperte eccezionali, dal palazzo di Cleopatra fino al porto Cartaginese di Tharros, passando attraverso il ritrovamento di navi romane e dell’Invincibile Armada. Un’attività piena di […]

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