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#marefuturo puntata 8. dare forma all’acqua si può

È possibile rivestire piccoli volumi di acqua con una pellicola sottilissima e biodegradabile, molto simile a un palloncino pieno di acqua. Un gruppo di ricerca del CNR e dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) ha infatti messo a punto un processo che permette di ottenere un sottile film in grado di racchiudere e sigillare quantità variabili di liquido. Questo potrebbe servire per creare packaging alimentari commestibili: immaginate di sorseggiare delle sferette di acqua naturale e ingoiare anche l’involucro. Le applicazioni più promettenti sono in campo biomedico e farmaceutico, come ci spiega Paolo Netti, coordinatore dell’IIT di Napoli.         […]

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#marefuturo puntata 7. navi che si guidano dal sole

Ci si sta lavorando da tempo, le vedremo solcare i nostri mari nei prossimi anni: sono le navi a guida autonoma. Sono imbarcazioni, perlopiù cargo, che si sposteranno per mare senza equipaggio a bordo e controllate da terra. La guida automatica è già presente in tutte le navi, un po’ come per gli aerei, gran parte dei tragitti in mare vengono già svolti in questa modalità. La presenza del personale di bordo è però indispensabile, soprattutto per le navi che trasportano passeggeri. Giuseppe Casalino, direttore di ISME e docente di robotica e controlli automatici dell’Università di Genova, ci spiega che […]

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#marefuturo puntata 6. irrigare, una questione di metodo

Il 3% di acqua dolce presente sul nostro pianeta è fondamentale per la nostra esistenza, perché ci permette di produrre tutto ciò che noi portiamo in tavola. È indispensabile per l’irrigazione dei campi, ma anche per i processi produttivi successivi alla raccolta. La valorizzazione di questa risorsa è senz’altro uno degli impegni principali di chiunque agisca nel settore agroalimentare. Ogni sistema di irrigazione è pensato per essere efficiente ed efficacie a seconda della coltura. Ne parliamo con Roberto Confalonieri, docente di agronomia e sistemi colturali all’Università di Milano e Direttore del Cassandra Lab.   […]

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#marefuturo puntata 3. robot subacquei

Quando pensiamo a frontiere inesplorate, di solito ci immaginiamo lo spazio. Eppure, la porzione di spazio che circonda la Terra ci è più noto dei fondali marini. Con Andrea Caiti, del Nodo ISME dell’Università di Pisa, parliamo delle tecnologie che ci permettono di esplorare il Pianeta Blu, i veicoli subacquei autonomi. […]

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A caccia dei tesori degli abissi

Il Tesoro in questione non sono pepite d’oro, ma formazioni rocciose composte da manganese e da elementi metallici che trovano impiego in svariati settori industriali, e che sulla Terra cominciano a scarseggiare. Si trovano nel mare profondo, e la loro ricerca somiglia molto a quella di un ago in un pagliaio. Il progetto Europeo ROBUST mira a mettere a punto un sistema di droni, manipolatori e sensori subacquei per trovare i noduli di manganese nei fondali marini, minimizzando l’impatto ambientale. […]

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Robot subacquei che si muovono in gruppo

Sul Pianeta Mare le comunicazioni sono possibili solo tramite le onde acustiche, come fanno i grandi mammiferi marini. Per missioni in cui molti robot subacquei devono lavorare insieme, per esempio per la ricerca di gas o petrolio, o l’esplorazione dei fondali a fini ambientali o archeologici, gli scienziati di ISME hanno progettato l’equivalente artificiale del canto delle balene. Giovanni Indiveri, del nodo ISME dell’Università del Salento, ne parla con Federico Pedrocchi nello scenario della Darsena Pisana, in occasione del Festival Internazionale della Robotica 2018.       […]

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FeelHippo, l’ippopotamo marino

  FeelHippo è un robot subacqueo, sviluppato dal nodo ISME dell’Università di Firenze. Questo piccolo robot dalla forma particolare è un veicolo autonomo studiato per l’esplorazione dei fondali in progetti di monitoraggio ambientale e archeologia subacquea. Nasce nel 2013 durante una competizione studentesca di robotica, e negli anni è stato perfezionato con diversi componenti, telecamere e scan sonar, per l’esplorazione dei fondali. Francesco Fanelli dell’Università di Firenze ci racconta com’è nato, in quali progetti viene impiegato e da dove arriva il suo curioso nome. Lo sfondo è quello della Darsena Pisana, durante la seconda edizione del Festival Internazionale della Robotica […]

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Robot subacquei intelligenti per studiare i fondali

Si è concluso da poco il progetto WiMUST, finanziato dall’UE nell’ambito del programma Horizon2020 , e che ha visto coinvolta ISME assieme a Università, Enti di Ricerca e aziende da sei Paesi d’Europa (Portogallo, UK, Francia, Germania, Italia e Olanda). WiMUST ha messo a punto una tecnica innovativa per fare rilevazioni dei fondali marini, utilizzando robot marini autonomi. Questo potrebbe risolvere molti dei problemi che ancora oggi si incontrano nel cercare di conoscere e studiare le caratteristiche del “pianeta mare”. Fino ad ora – afferma il coordinatore del progetto Giovanni Indiveri, dell’Università del Salento, membro di ISME – l’esplorazione geotecnica e […]

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