#marefuturo puntata 5. lavorare sott’acqua

Le professioni che si svolgono sotto il mare richiedono molta professionalità e strumenti sofisticati. Cosa significa lavorare sott’acqua? Quali sono le difficoltà? Gianluca Antonelli, docente di sistemi robotici all’Università di Cassino, ci spiega quali siano le attrezzature e i sistemi robotici in grado di aiutare coloro che lavorano sui fondali, nel settore estrattivo, in itticoltura e per le grandi opere ingegneristiche. Lo sapevate che si può usare il saldatore anche in profondità?

 

 

 

E’ tra le professioni più pericolose, e che richiedono nervi saldi, resistenza fisica e competenza. E’ l’operaio subacqueo, che lavora in impianti sotto il mare, a volte anche per periodi di trenta giorni, eseguendo interventi di manutenzione come le saldature di metalli, ispezioni metalli o riparazioni su piattaforme petrolifere, ponti o dighe.

 

https://www.eniday.com/it/human_it/manutenzione-piattaforme-eni-subacquei/

 

Il rischio maggiore collegato a questa professione è la malattia da decompressione

 

Wired – quali sono i pericoli per chi fa sub

 

Ma il problema maggiore connesso a questo tipo di professioni è l’impossibilità di intervenire in tempo in caso di emergenza. Questo rende questo lavoro estremamente pericoloso. Nel 2014 i sub pescatori di corallo hanno incrociato le braccia a causa della carenza di misure di sicurezza come di una tuta di immersione che assicuri la protezione contro la pressione, di squadre di salvataggio in accompagnamento, di camera iperbarica ed equipe medica in appoggio, considerati economicamente troppo dispendiosi.

La soluzione, ha affermato il presidente dell’Associazione italiana sommozzatori corallari Massimo Ciliberto, si chiama ROV, cioè veicolo subacqueo operato da remoto.

 

Oro rosso. Il caso di Alghero e lo sciopero dei sub

 

La ricerca negli ultimi anni sta andando infatti nella direzione di sviluppare veicoli subacquei con un grado di autonomia sempre maggiore, e capaci di sostituire l’uomo nei compiti in ambienti troppo remoti o pericolosi.

Uno di questi progetti è DexROV, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma quadro Horizon 2020, e che vede il coinvolgimento dei nodi ISME dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, dell’Università di Genova e dell’Università del Salento.

DexROV ha messo a punto un sistema che connette i satelliti nello spazio con veicoli sul fondo del mare dotati di un sistema braccio-manipolatore. I veicoli possono essere teleoperati da remoto, in un modo facile e intuitivo.

 

Per operare sotto il mare ci guida lo spazio

 

 

Il progetto si è di recente aggiudicato il premio innovazione SMAU Bologna.

 

Premio Innovazione SMAU al progetto DexROV

 

L’orizzonte è però ancora più futuristico: i ricercatori stanno lavorando per rendere i veicoli subacquei sempre più autonomi, in modo che possano lavorarein ambienti remoti, da soli o in squadra, prendendo decisioni e comunicando tra di loro

 

 

 

Il Podcast gratuito con tutte le puntate al link: http://www.radio24.ilsole24ore.com/podcast/mare-futuro.xml

 

 

 

 

 

 

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